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Gleick, Caos

Argomenti > Letture su caos e complessità

J. Gleick, Caos - La nascita di una nuova scienza, Bur, 2000

JAMES GLEICK , nato a New York nel 1954 e laureato a Harvard, ha avuto con questo libro un successo mondiale, come conferma la sua traduzione in diciotto lingue. Benchè pubblicato ormai 18 anni fa, questo libro continua a rimanere un classico insuperato della divulgazione nell'affascinante dominio della complessità.

Una goccia d'acqua che si spande nell'acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, la linea frastagliata della costa, i ritmi della fibrillazione cardiaca, l'evoluzione delle condizioni metereologiche, la Grande Macchia Rossa di Giove, gli errori del computer, le oscillazioni dei prezzi... Sono fenomeni apparentemente assai diversi, con un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale, appartengono al regno dell'informe, dell'imprevedibile, dell'irregolare. In una parola, al "caos". Ma da due decenni scienziati di diverse discipline stanno scoprendo che dietro il "caos" c'è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici. James Gleick racconta la nascita e l'evoluzione di questa rivoluzionaria "scienza del caos" seguendone organicamente le tappe attraverso i ritratti dei suoi protagonisti. E in questo percorso appassionante e preciso, ricco di stimoli sorprendenti, Gleick riesce a suggerire un diverso modo di osservare il mondo.

DAL LIBRO...:
Il caos è una scienza di processo anziché di stato, di divenire anziché di essere.
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Alla metà degli anni Ottanta un processo di diffusione accademica aveva portato gli specialisti del caos in posizioni influenti all'interno delle burocrazie universitarie: Furono fondati centri e istituti per studiare specificamente la "dinamica non-lineare" e i "sistemi complessi".
Il caos è diventato non solo teoria ma anche metodo, non solo un canone di credenze ma anche un modo di fare scienza.
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Da venti anni si sapeva bene che la distribuzione dei terremoti grandi e piccoli seguiva un particolare modello matematico, e precisamente lo stesso modello di invarianza di scala che sembrava governare la distribuzione dei redditi personali in un'economia di libero mercato. Questa distribuzione si osservava dappertutto sulla Terra, dovunque i terremoti venissero contati e misurati.
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Soltanto lo scienziato più ingenuo crede che il modello perfetto sia quello che rappresenta perfettamente la realtà. Un tale modello avrebbe tutti gli inconvenienti di una carta topografica che fosse grande e dettagliata quanto le città che rappresenta, una carta che raffigurasse ogni parco, ogni strada, ogni edificio, ogni albero, ogni buca, ogni abitante e ogni carta topografica. Se una simile carta fosse possibile la sue specificià la renderebbe inadatta allo scopo: quello di generalizzare e astrarre. I cartografi mettono in evidenza gli elementi che interessano ai loro clienti. Quale che sia il loro fine, carte e modelli devono semplificare oltre che imitare il mondo.
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Questa è una delle ragioni per cui gli specialisti del caos credono nella necessità di un nuovo appreoccio, di tipo globale: le parti di un cuore che fibrilla sembrano funzionanti, eppure il cuore nel suo complesso presenta una disfunzione fatale. La fibrillazione è un disturbo di un sistema complesso, esattamente come i disturbi mentali, abbiano o non abbiano cause di natura chimica.

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Ultimo aggiornamento: 04 gen 2013 | mailcamb@gmail.com

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