gianni cambiaso


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Prigogine, Fine delle certezze

Argomenti > Letture su caos e complessità

I. Prigogine, La fine delle certezze, Bollati Boringhieri, 1997

L'universo è governato da leggi deterministiche? Qual è il ruolo del tempo?» La visione newtoniana del mondo trova forse la sua espressione migliore nella famosa affermazione di Laplace secondo cui un'intelligenza superiore, conoscendo perfettamente il presente e il passato dell'universo, sarebbe in grado di prevedere qualsiasi evento futuro. Ma le certezze della fisica newtoniana sono illusorie e dipendono solo da semplificazioni artificiose della realtà. Il mondo reale è fluttuante, rumoroso, caotico, ben diverso dal meccanismo perfetto dell'universo newtoniano. Il determinismo della meccanica classica era già stato messo in crisi dalla meccanica quantistica; qui Prigogine ci presenta l'emergere di una nuova scienza che non si limita più all'analisi riduttiva di situazioni semplificate, ma si propone di affrontare lo studio del mondo reale in tutta la sua complessità: una nuova scienza che si fonda su concetti nuovi come quelli di strutture dissipative, di instabilità dei sistemi dinamici, di sensibilità alle condizioni iniziali, di distribuzioni di probabilità, di risonanze di Poincaré, nel tentativo di restituire al tempo tutta la sua sostanza. Quella che Prigogine ci indica in questo libro è una stretta via tra un mondo deterministico governato da leggi ferree e un mondo assurdo in preda all'arbitrio del caso: le leggi della fisica assumono un senso nuovo, esprimendo ormai solo delle probabilità. In questa nuova visione del mondo c'è posto per la creatività della natura e dell'uomo.

DAL LIBRO...:
Epicuro scrisse in una lettera a Meneceo: "Alcune cose avvengono per necessità altre per caso, altre poi sono in nostro potere, poichè la necessità è irresponsabile, il caso instabile, il nostro arbitrio invece è libero..."
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Il possibile è più ricco del reale. La natura ci presenta in effetti l'immagine della creazione, della novità imprevedibile. Il nostro universo ha seguito un percorso di biforcazioni successive, ma avrebbe potuto seguirne altre. Forse possiamo dire la stessa cosa per la vita di ognuno di noi.
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La nuova visione che emerge oggi è dunque una descrizione equidistante tra due rappresentazioni alienanti: quella di un mondo deterministico e quella di un mondo arbitrario soggetto solo al caso. Le leggi non governano il mondo, ma questo non ubbidisce neppure al caso. Le leggi fisiche corrispondono a una nuova forma d'intellegibilità, espressa da rappresentazioni probabilistiche irriducibili. Esse sono associate all'instabilità e, tanto al livello microscopico quanto a quello macroscopico, descrivono gli eventi come possibili, senza ridurli a conseguenze deducibili e prevedibili di leggi deterministiche.

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Ultimo aggiornamento: 04 gen 2013 | mailcamb@gmail.com

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