gianni cambiaso


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Terapia individuale

PREMESSA

La sofferenza che conduce le persone a cercare una psicoterapia può essere letta come l’espressione di un'inadeguatezza tra le storie che le persone raccontano di sé stessi e la propria attuale esperienza, oppure della discrepanza tra la propria esperienza e le storie che gli altri raccontano di loro.
Il processo terapeutico diventa allora soprattutto un processo di ri-narrazione alla ricerca di nuove metafore.
Il terapeuta aiuta il cliente e a ripercorrere le fasi della sua vita concentrandosi sui minimi dettagli (
zoom) o rallentando gli eventi e per analizzarlo meglio (moviola) (cfr. L. Boscolo, P. Bertrando, Terapia sistemica individuale, Bollati Boringhieri).

LA PSICOTERAPIA COME NARRAZIONE

Il lavoro della psicoterapia è quello di trovare “storie” che corrispondano all’esperienza.
Questo può voler dire spezzare delle storie stereotipate, o, in altre situazioni, cercare al contrario di arrivare a una narrativa che possa meglio contenere le confusioni delle sensazioni quotidiane.
La psicoterapia è essenzialmente un processo narrativo in cui il terapeuta e il paziente sviluppano un dialogo su due livelli: a) la vita del paziente; b) la natura della relazione terapeuta/paziente.
Nel corso della terapia il paziente impara a diventare autoriflessivo, permettendo la metacognizione e quindi il cambiamento
(cfr. Jeremy Holmes, Psicoterapia per una base sicura, Cortina, 2001).

IL DISAGIO PSICOLOGICO

La psicoterapia aiuta a rimodellare le strategie che ciascuno di noi utilizza quando entra in relazione con gli altri ed in particolare nella gestione dei rapporti con figure particolarmente significative della propria vita (un genitore, un coniuge, un figlio, ecc.).
Ogni individuo elabora nella propria mente un modello di funzionamento del mondo (una “mappa”) in grado di fornire indicazioni per muoversi nel proprio ambiente e di fare su di esso previsioni sufficientemente attendibili.
Tale “mappa”:
a) comprende un’immagine di sé, degli altri e di conseguenza della relazione e dell’emozione associata alla relazione tra sé e gli altri;
b) si viene via via costruendo a partire dalle primissime esperienze del bambino;
c) è influenzata, di conseguenza, dal tipo di risposta che viene data ai suoi bisogni ed in particolare dalla necessità che ogni essere umano ha di difendersi dai sentimenti dolorosi.
Tendenzialmente possiamo schematizzare quattro tipi di “mappe” a cui corrispondono altrettanti modelli strategici relazionali.

  • 1. La relazione è vissuta come positiva ed affidabile, esiste un buon livello di autostima e c’è una globale fiducia di sé e degli altri. La fiducia in sé dell’individuo sicuro ha una matrice di tipo relazionale e tenderà a sperimentare rapporti intimi con gli altri con un realistico ottimismo e con un adeguato credito. Le strategie relazionali alternano vicinanza e allontanamento nei confronti dell’altro coerentemente al contesto. In genere finché questa strategia non entra in crisi per qualche evidente o “inspiegabile” ragione, questi soggetti non hanno alcuna motivazione ad affrontare una terapia, essendo sufficientemente in equilibrio con sé e col mondo.
  • 2. La relazione è caratterizzata dall’attesa di un inevitabile rifiuto e da svalutazione dell’importanza dell’intimità. Le strategie relazionali sono caratterizzate da allontanamento e distacco e l’altro tende ad essere difensivamente svalutato, associando a questo una scarsa fiducia in se stesso o, al contrario una sovrastima compensatoria delle proprie capacità (complesso d’inferiorità o complesso di superiorità). La psicoterapia aiuta a entrare in contatto con le proprie emozioni e a rielaborare le proprie narrazioni, cercando nella memoria i dettagli e le descrizioni più vivide della propria vita.
  • 3. L’esito della relazione è vissuto come incerto: l’altro è inaffidabile e imprevedibile e il sé è vissuto come fragile, bisognoso, poco interessante. La propria accettazione da parte degli altri è vissuta come subordinata alla capacità di risultare amabile e le strategie relazionali sono caratterizzate da controllo, vicinanza, manipolazione. La tendenza a sperimentare rapporti intimi con gli altri è generalmente improntata alla ricerca di rassicurazioni. La psicoterapia aiuterà queste persone a distanziarsi, in misura maggiore o minore, dalle proprie emozioni vissute come pervasive e condizionanti ed evitare che la razionalità venga travolta dall’emotività.
  • 4. Nelle situazioni più complesse la relazione arriva ad essere è vissuta come minacciosa, pericolosa; il Sé oscilla tra forza e fragilità e l’altro viene percepito alternativamente come una figura ostile e aggressiva o viceversa come fragile e bisognosa; le strategie relazionali danno luogo a comportamenti disorganizzati, e sono caratterizzate da blocco e immobilità, attacco, fuga, stereotipie.

A CHI GIOVA UNA PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

L'intervento individuale è adatto nei casi di adolescenti e di adulti di tutte le età che appaiano in una fase più o meno avanzata di svincolo dal sistema familiare.
Può essere utilizzato anche come fase successiva al termine di una terapia o quando ci troviamo di fronte ad adolescenti o adulti che rifiutano il coinvolgimento familiare o con un coniuge che chiede una terapia di coppia a cui dopo la prima seduta l'altro coniuge rifiuta di partecipare.
I criteri per poter organizzare un terapia individuale potrebbero essere schematizzati come segue:

  • avere di fronte un paziente adulto;
  • che richieda in prima persona un aiuto per il suo problema (paziente richiedente);
  • che sia sufficientemente autonomo sul piano economico;
  • che non presenti una patologia dell’area psicotica o comunque sintomi troppo gravi e compromettenti.
  • Una considerazione a parte va fatta per gli adolescenti, che sotto questo aspetto rappresentano dei soggetti particolarmente insidiosi dal momento che il terapeuta può essere propenso ad un lavoro che rinforzi le istanze relative al distacco all’autonomia: anche nel momento in cui puntare su questi compiti evolutivi appaia sensato riteniamo che, in ogni caso, almeno il contratto terapeutico vada fatto con i genitori convocati in seduta, prevedendo fin dall’inizio di alternare tranche di sedute individuali con sedute allargate (genitori e paziente, soli genitori, l’eventuale fratria, ecc.).


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Ultimo aggiornamento: 04 gen 2013 | mailcamb@gmail.com

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